L’era dell’accesso

L’era dell’accesso

Sono passati oltre vent’anni da quando Jeremy Rifkin, economista e sociologo statunitense, pubblicò “L’era dell’accesso”, un testo fondamentale nella definizione dell’allora nascente “New Economy”. Nelle oltre 400 pagine di un “mattone” color arancio, Rifkin sosteneva una tesi all’epoca rivoluzionaria ma che col passare degli anni si è rivelata profetica: ovvero che non sia necessario il possesso di una risorsa, quando è sufficiente l’accesso.

Oggi tutti noi usiamo auto in car-sharing nelle grandi città oppure preferiamo affittare una casa per un paio di settimane al mare o in montagna: in entrambi i casi ci focalizziamo sull’accesso al servizio piuttosto che sobbarcarci quelle spese di acquisto, tasse e manutenzione alle quali il possesso ci vincola, senza contare gli imprevisti.

Oppure siamo soliti accedere ad un film in streaming invece di acquistare o noleggiare il DVD: qui all’iniziale contrapposizione “possesso” vs. “accesso” si aggiunge quella del “fisico” vs. “virtuale”.

Tornando al tema degli imprevisti, la leggenda narra che Netflix sia nata quando il co-fondatore Reed Hastings aveva restituito in ritardo la videocassetta di “Apollo 13”, vedendosi addebitare ben 40 dollari di penale da Blockbuster, ed estremamente irritato dall’accaduto, decise che avrebbe creato un’azienda dove episodi simili non si sarebbero mai verificati.

Nel nascente mondo delle assistenti virtuali, Smart Assistants si propone con una filosofia analoga, dando la possibilità ai propri Clienti (piccole aziende, liberi professionisti, associazioni di consulenti, etc.) di “accedere” al servizio di segreteria con un approccio “a consumo” piuttosto che “possederlo” attraverso l’assunzione a tempo indeterminato della risorsa, e di offrire una modalità di erogazione “virtuale” grazie all’impiego da remoto piuttosto che “fisica” mediante la presenza fissa in sede. E senza imprevisti, naturalmente!

Volenti o nolenti, il futuro dell’economia corre spedito in questa direzione. Sappiamo tutti che fine abbia fatto Blockbuster e dove invece si trovi Netflix, ovvero ben salda sulle nostre Smart TV, al punto che tra gli esperti di Corporate Innovation si parla di “blockbusterizzazione” per definire quel fenomeno in cui si viene spazzati fuori dal mercato da un’azienda che arriva con un modello di business completamente nuovo che rende obsoleto il proprio.

Ciò che in molti non sanno è che gli inizi della nostra emittente preferita non furono facilissimi, e che il management chiese proprio aiuto a quello che (allora) era il colosso gialloblù. Ma dal quartier generale di Blockbuster, con le sprezzanti parole “That will never works” (“Non funzionerà mai”) risero in faccia ai due co-fondatori di Netflix.  Il resto è storia…

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