Lo smart working cambierà “anche” il nostro look in ufficio?

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Lo smart working cambierà “anche” il nostro look in ufficio?

Lo smart working cambierà per sempre “anche” il nostro look in ufficio? Si perchè, in questo momento storico, re indiscusso della moda sembra essere “il comfort”. Felpe con cappuccio, pantaloni e scarpe da ginnastica e, in generale, l’abbigliamento sportivo hanno registrato un’impennata nelle vendite nonostante il significativo impatto economico che il Covid-19 ha avuto a livello globale.
Cosa accadrà quando l’emergenza pandemica avrà fine e torneremo tutti, o quasi, alle nostre scrivanie in ufficio? Sicuramente non torneremo quelli di prima. Indietro non si può tornare. Ci saranno abiti, scarpe e accessori che, per così dire, verranno “archiviati” quasi definitivamente in nome di un nuovo “setting” lavorativo dove il non verbale sarà concepito in modo completamente diverso.
E’ così sicuramente non indosseremo mai più dopo la quarantena jeans attillati, reggiseni con ferretto, pantaloni di pelle e tacchi alti per non perdere uno dei pochi lati positivi di questo periodo: lavorare in ciabatte e tuta.
Ad avvalorare ancor di più questa tendenza, rompendo quasi un tabù, gli account di Instagram che raccolgono le foto degli outfit da lockdown. Modello influencer, ci si divide tra quelli di noi che vestono metà pigiama e metà abiti da ufficio oppure quelli che riescono a conciliare la comodità con l’eleganza e la sobrietà.
Anche questo farà parte di un cambiamento culturale, una nuova forma mentis che dovrebbe scardinare alcuni modelli che, anche inconsciamente, sono portati a veicolare l’idea che lo smart working – e tutto ciò che si porta dietro – presupponga un deficit nella produttività, tutt’altro!