Ora solare NO, ora legale SI: pro e contro del “jet lag” che ci fa viaggiare nel tempo

Ora solare NO, ora legale SI: pro e contro del “jet lag” che ci fa viaggiare nel tempo

Ci siamo quasi. Anche quest’anno – e forse per l’ultima volta – nel fine settimana, tra la notte di sabato 27 e domenica 28 marzo – tutto ciò che è in grado di auto aggiornarsi in maniera “intelligente” – smartphone, computer, tablet – ci proietterà un’ora avanti per il discusso switch tra ora solare e ora legale. Il tema – ancora controverso anche causa Covid19 – è quello di decidere se mantenere o meno intatta questa prassi. Per quest’anno si procederà ancora come al solito per riparlarne poi nel 2022 sperando nella fine della pandemia.

Ma più precisamente qual è la proposta? Parliamo forse “dell’abolizione dell’ora legale” come spesso si legge nei titoli di molti articoli sul tema.   Un’attenta lettura dei contenuti proposti ci dice che si sta parlando dell’esatto contrario: nel settembre 2018 Jean-Claude Juncker, quale Presidente della Commissione Europea, ha infatti parlato di estensione dell’ora legale ai 12 mesi dell’anno. Ne deriva che a essere abolita potrebbe essere e/o sarà l’ora solare e il doppio cambio nel corso dell’anno.

L’ora legale, adottata nel 1916 come misura di guerra e in via definitiva nel 1966, è nata con l’obiettivo di ottimizzare la luce naturale disponibile in relazione alle attività dell’uomo, riducendo i consumi energetici. Da allora profondi cambiamenti tecnologici, di contesto, di abitudini hanno ridotto il peso specifico di questo risparmio energetico, che comunque resta in termini assoluti. Basti pensare all’introduzione di lampadine a led, all’utilizzo di computer e climatizzatori, sui quali l’ora legale non incide o incide in termini peggiorativi, allungando le ore di “caldo”.  

Non tutti i settori produttivi, inoltre, beneficiano del cambio da ora solare a ora legale. L’agricoltura per esempio ne risente negativamente: è nelle prime ore della mattina che si concentra il lavoro nei campi ed è allora che serve più luce.

Allo stesso modo il mantenimento dell’ora legale per tutto l’anno inciderebbe probabilmente sui consumi mattinieri, visto che le persone andrebbero a lavorare come se fosse notte.

Alcuni studi sostengono inoltre la tesi secondo la quale al risparmio energetico corrisponda un danno in termini di produttività e benessere delle persone, rappresentando più un disagio che un’opportunità. Questa sorta di mini “jet lag” – pur costruito per essere naturalmente ammortizzato su una giornata di riposo, nella fattispecie la domenica – può portare a ripercussioni negative sui bioritmi, sulla qualità e quantità del lavoro (o produttività), sbalzi di umore, incidenti stradali, indebolimento del sistema immunitario nella prima settimana a ridosso dello switch, e protrarsi nel primo mese.

Al di là delle singole posizioni di Stati, studiosi e persone nell’ambito di questo aperto dibattito – avvalorate da ricerche scientifiche o semplicemente espressione del modo di rapportarsi di ciascun individuo a luce, colori, ritmi di lavoro … – salutiamo con grande gioia l’arrivo dell’ora legale – previsto nella notte di sabato 28 marzo – riconoscendogli oggi più che mai il grande valore di punto fermo, ancoraggio alla nostra “precedente normalità”. Un piccolo “jet lag” che, per fortuna anche quest’anno, ci proietta verso la stagione del sole, del mare … della speranza.

Consigli per l’uso: ricordatevi di aggiornare l’orologio della vostra autovettura, pare sia quello che spesso resta indietro fino alla prossima ora solare.