PMI e i ritardi nella digitalizzazione

PMI e i ritardi nella digitalizzazione

Lo stato di digitalizzazione delle Piccole e medie imprese (PMI) in Italia è ancora in fase preliminare nonostante esse siano le realtà imprenditoriali trainanti del Paese. La pandemia e il lockdown hanno ancora di più sottolineato gli effetti delle scarse conoscenze digitali e la disomogenea digitalizzazione dell’imprenditoria sul territorio nazionale.

Da un recente articolo del SOLE 24 ORE risulta il grande ritardo con il quale le PMI italiane ricorrono agli investimenti per la digitalizzazione.

La maggior parte sembra non avere fiducia o esperienza per rivolgersi a società di venture capital.
Delle PMI italiane, di cui ricordiamo il 95% è rappresentato dalla micro-imprenditorialità, investono sulla formazione in information technology solo due imprenditori su 10: “La dotazione del Pnrr è una condizione per la ripresa, non una garanzia di successo”. Per questo, spiega il Ministro per l’innovazione tecnologica Vittorio Colao, “occorre un cambio di passo ulteriore” intervenendo su due ambiti: quello della PA, da rendere più efficiente, e quello che attiene allo sviluppo delle competenze, senza il quale “non c’è vera innovazioni”.

Nonostante le PMI italiane abbiano accesso ad un ecosistema di innovazione ampio e diversificato per sostenere i propri sforzi di digitalizzazione, composto da Digital Innovation Hub, Competence Center e Cluster Tecnologici, le nostre Piccole e Medie Imprese scontano ancora importanti ritardi in termini di adozione di tecnologie innovative e competenze digitali. Un aspetto che abbiamo potuto constatare durante il nostro lavoro con i piccoli imprenditori che abbiamo spesso affiancato proprio nello svolgimento di attività che richiedevano l’utilizzo di strumenti digitali anche molto basici, come per esempio l’utilizzo di sistemi di videoconferenza.

Un importante studio condotto dalla Fondazione COTEC secondo diversi parametri europei, il livello di digitalizzazione delle PMI italiane è inferiore a quello di altri paesi. Il livello inferiore di digitalizzazione delle PMI italiane può svolgere un ruolo cruciale e, data la sua rilevanza, la digitalizzazione delle PMI italiane è una delle priorità dell’agenda del governo italiano.

Tuttavia, nonostante gli interventi pubblici significativi e il sostegno dell’ecosistema dell’innovazione, questo studio suggerisce che l’Italia mostra ancora punti deboli e barriere alla digitalizzazione, in particolare per le PMI. Esiste infatti tutta una serie di lacune di conoscenze che limita la capacità delle PMI di adottare soluzioni digitali. Tali lacune includono aspetti quali la:

– consapevolezza: le PMI italiane investono meno delle altre PMI dell’UE nella digitalizzazione. Ciò porta conseguentemente a livelli inferiori di adozione e a tecnologie digitali meno sofisticate. In virtù della complessità dell’ecosistema risulta difficile per le PMI esplorare le diverse opzioni e per altri attori digitali accrescere le proprie competenze.

– capacità: secondo i dati disponibili, le PMI italiane presentano un bagaglio di competenze digitali limitato rispetto alle PMI equiparabili di altri paesi dell’UE.

Inoltre, l’offerta di soluzioni digitali di grandi fornitori di tecnologia è frammentata e non sempre adatta alle esigenze specifiche delle PMI. I fornitori di tecnologia più piccoli affrontano sfide significative che impediscono loro di essere il più efficaci possibile nell’offerta di soluzioni innovative alle PMI.

Si è verificato poi che, in termini di finanziamento, la disponibilità di credito bancario rappresenta spesso un ostacolo per le PMI disposte a digitalizzarsi. Sebbene gli istituti finanziari supportino le PMI nell’accesso alle risorse per i loro investimenti volti alla digitalizzazione, non vi sono prove evidenti di strumenti finanziari “specifici per la digitalizzazione”.

A tal proposito e per approfondire l’argomento, rimandiamo ad un workshop molto interessante del 5 maggio 2021 promosso dalla Fondazione COTEC, di presentazione del 𝗥𝗮𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗖𝗢𝗧𝗘𝗖-𝗕𝗘𝗜 – 𝗠𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗲 𝗲 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲 (𝗣𝗠𝗜).
Lo studio esamina la digitalizzazione delle PMI in Italia da tre prospettive: la domanda di digitalizzazione da parte delle piccole e medie imprese; la fornitura di prodotti adeguati; i meccanismi di adeguamento tra domanda e offerta.
Hanno preso parte, tra gli altri, alla Tavola rotonda del workshop i Ministri del governo Draghi, 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗖𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗮 (𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮) e 𝗩𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗖𝗼𝗹𝗮𝗼 (𝗜𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗧𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗗𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲).