Un Team tutto al femminile: caso, esperienza, storia o DNA?

Un Team tutto al femminile: caso, esperienza, storia o DNA?

Una domanda, nel titolo di questo articolo, la cui risposta non è poi così scontata: come succede per molte delle cose in natura non esiste una sola ragione che fa muovere i pianeti, che tiene insieme un sistema.

Il cuore pulsante di Smart Assistants è sicuramente quello di due ragazze – all’epoca del loro primo incontro – cresciute insieme come donne, profondamente diverse tra loro, legate da una profonda amicizia e da una grande passione per la propria professione. 

Competenza, capacità organizzative, di relazione e di ascolto, predisposizione ad accogliere, voglia di mettersi in gioco sono solo alcune delle caratteristiche, dei tratti comuni, di selezionate junior e di donne (senior) che nei molti team, spesso tutti al femminile – un po’ per caso, un po’ per scelta – le co-Founder di Smart Assistants, da project manager, hanno coordinato, gestito e supervisionato e/o nei quali si sono inserite come team member.

E poi è arrivato il momento del salto, sempre insieme, verso l’imprenditorialità, quella di Ampersand Comunicazione & Eventi prima e di Smart Assistants dopo, nel quale, ancora una volta, lo schema si ripete – in modo apparentemente casuale e certamente inconsapevole – in quel “fiocco rosa” che, nel corso degli anni, si è dimostrato così efficace, in quel DNA comune, orientato a mettere in campo, in modo del tutto naturale, quelle “soft skills” di cui oggi tutti parlano con in più il pallino della crescita del team, in un’atmosfera stimolante e con scopi condivisi.

Un “Universo”, un approccio alla vita, quello femminile, empatico, attento ai segnali verbali e non verbali, allenato alla mediazione e ad evitare conflitti interpersonali, all’assertività, a leggere le criticità in modo tempestivo, muovendosi efficacemente nelle decisioni e contribuendo all’ottimizzazione non solo di tempi, ma anche di costi nel corso della vita naturale di un progetto.

Fughiamo ogni dubbio e parliamoci chiaro: l’articolo che stai leggendo non vuole assolutamente essere un manifesto femminista, non è stato scritto per sostenere la tesi per cui le donne sono migliori degli uomini, e neanche il viceversa.

È piuttosto un attestato di stima, di riconoscenza e di riconoscimento verso il genere cui apparteniamo e che ci piace ricordare in questo 8 marzo, giorno della festa delle donne.

Allo stesso tempo è il pretesto per riflettere sulla diversity: le differenze di genere costituiscono una risorsa, devono essere riconosciute e correttamente utilizzate per lo sviluppo delle imprese, un sistema complesso, come quello solare in cui ogni “pianeta” descrive una meravigliosa parte del risultato finale.